Come sarai a cent'anni?
A - da 0 a 9
LIBERO
C'è chi pensa che la vecchiaia sia un punto d'arrivo: decisamente, non è questo il tuo caso. Passare la soglia dei tuoi (primi) cento anni ti porterà una nuova ondata di vitalità; l'idea di avere meno tempo a disposizione contribuirà a renderti fantasioso, inarrestabile e, perché no, anche un tantino spregiudicato. Non ti arrenderai di fronte agli acciacchi e alle ingiurie del tempo, anzi: il giro di boa ti darà la forza di recuperare tutti i sogni e gli ideali d'avventura che nel corso della tua vita, per un motivo o per l'altro, hai dovuto accantonare. A ben guardarci, si direbbe persino che tu stia aspettando solo quel momento, quando potrai davvero spogliarti da obblighi, consuetudini e convenzioni e goderti, finalmente!, la tanto agognata e folle libertà. Buttati pure a capofitto e divertiti più che puoi, ma, come la storia di Allan insegna, ogni tanto fai attenzione.
B - da 10 a 21
IRRIDUCIBILE
Vecchio a chi? Gli anni passeranno forse per gli altri: non certo per te, che mai e poi mai ti rassegnerai all'idea di tranquillizzarti o modificare le tue turbolente abitudini. Il tempo passa in fretta quando ci si diverte, e così dei cento anni dichiarati dalla tua carta d'identità tu ne percepisci sì e no la metà. In palestra, solleverai pesi che metterebbero in difficoltà un ventenne; se sei donna, indosserai tacchi a spillo e minigonne con grande disinvoltura; ricorrerai a creme, massaggi e persino a qualche piccolo intervento di chirurgia pur di non lasciar trapelare il benché minimo segno del tempo che passa. Conoscerai e utilizzerai quotidianamente tecnologie oggi inimmaginabili, ascolterai la musica dei teenagers e non rinuncerai a uscire e far tardi tutte le sere. L'età per te è soltanto un numero: un numero che ti piace tenere basso. Un consiglio? Per quanto puoi, non esagerare. Finire a terra con un tacco spezzato o sotto un bilanciere da 80 kg potrebbe farti apparire più ridicolo che giovane.
C - da 22 a 33
INTRATTABILE
Certo, un po' è normale che, invecchiando, si diventi leggermente più categorici e intolleranti. In fondo hai una vita alle spalle, un secolo di esperienze che ti hanno segnato e ti hanno fatto diventare ciò che sei. Se poi di anni ormai ne hai cento, può essere che tu abbia sviluppato proprio una sorta di allergia verso tutto il resto del mondo. Ma non ti sembra di esagerare? Non devi prendertela con i bambini se sono più spensierati di te, né con la cassiera del supermercato se è aumentato il prezzo del semolino, né con l'allenatore della tua squadra se per caso perde una partita. Di sicuro tu, ''ai tuoi tempi'', avresti saputo fare di meglio: ma ora perché non prendi una bella boccata d'aria e provi a rilassarti? Dedicati un po' di più a te stesso invece di occuparti esclusivamente di ciò che fanno gli altri. Rispolvera interessi e attività che nel corso della tua vita hai dovuto abbandonare perché eri sempre troppo occupato a far altro. Hai raggiunto un traguardo importante e meriti un premio: scopri cosa ti fa stare bene e fallo, senza farti venire il sangue amaro perché il mondo non va come dici tu.
D - 34 o più
SERENO
Per te, invecchiare è stato un sottile piacere, una speranza da coltivare, un mondo da costruire un giorno dopo l'altro. Ora che hai cento anni, puoi considerarti soddisfatto: la tua vita è proprio come la volevi. Hai sognato per anni di poterti alzare la mattina e dedicarti all'orto o a fare la maglia, andare a pescare o in piscina con le amiche, stare con i nipotini, metterci 4 ore per fare la spesa, fare lunghe passeggiate, parlare del tempo o del nuovo programma della Clerici. Oggi puoi farlo liberamente, e ti sembra quasi di essere in vacanza: relax, ritmi lenti, nessuna pressione, grande serenità. Se questa è la tua dimensione ed è ciò che ti rende felice, benissimo: continua così e goditela fino in fondo, è il regalo che ti spetta per il tuo centesimo compleanno. Solo, stai attento a non rinchiuderti troppo nel tuo mondo di frutta candita: anche al di là del tuo curatissimo giardino la vita va avanti, e ogni tanto non sarebbe male uscire e darci almeno un'occhiata.
Allan Karlsson sta per compiere cento anni. Per l'occasione, la casa di riposo dove vive ha deciso di festeggiare l'evento alla grande: ci sarà il sindaco, il direttore dell'istituto e il personale al completo. Ma Allan è un tipo imprevedibile e vuole sempre fare di testa sua, come prima di essere rinchiuso in quella gabbia per anziani.
Decide di scappare. E così com'è: con le pantofole ai piedi.
Scavalcata la finestra, va senza troppo starci a pensare alla stazione degli autobus.